Corda e cordame

Fibre ritorte che tengono tutto

Data
50.000 anni fa
Epoca
Preistoria
Fase
I Sopravvivenza
Difficoltà

Tavola

Legenda
  1. 1Fibre
  2. 2Filo
  3. 3Legnolo
  4. 4Cavo a tre legnoli
  5. 5Manovella e ganci
  6. 6Pigna (cono guida)

Anatomia

Corda, commessa a destra (Z) dietro la pignaTre legnoli, ritorti a sinistra (S) dai ganciBanco con manovella, ruota e pignoni; la pigna; la slitta zavorrata con il gancio girevoleLa manovella muove una ruota da 36 denti e tre pignoni da 12, quindi ogni gancio fa 3 giri per ogni giro di manovella. Visti da dietro il banco, guardando verso la slitta, i ganci girano in senso orario e stringono la torsione a sinistra dei legnoli. Dietro la pigna i legnoli si avvolgono l'uno sull'altro nel verso opposto e formano una corda commessa a destra; il gancio girevole della slitta gira con essa. Ogni giro di commettitura rende i legnoli più inclinati e la corda più corta: la sua lunghezza è quella dei legnoli per il coseno dell'angolo di commettitura, e la slitta zavorrata viene tirata verso il banco. Bohr e Olsen, trattando i legnoli come tubi rigidi, hanno mostrato che tre legnoli non accettano più giri che a 47,2°, dove la corda è lunga il 68 % dei suoi legnoli. La figura parte da 38°, dove la corda ha il 94 % di quei giri. I valori si riferiscono a legnoli di 10 mm, che danno una corda di circa 23 mm, lunghi 12 m, di cui la pigna ha già commesso 6 m. L'indice della slitta segna la commettitura sulla scala. La pigna è disegnata ferma: in corderia la si porta verso il banco mentre la corda si forma dietro di lei, e il gancio girevole fa un giro per ogni passo di corda nuova. La corderia è disegnata molto più corta del vero, e la corda più grossa di quella che farebbe questo banco.

Una corda tradizionale è fatta di fibre corte ritorte in fili, i fili in legnoli e i legnoli in corda, fino a formare una linea molto più lunga e resistente di qualsiasi fibra singola. I Neanderthal ritorcevano già cordicelle più di 40.000 anni fa, e da allora la corda serve a legare, trainare, sollevare e attrezzare.

Che cos’è

Una corda è una linea lunga e flessibile che resiste alla trazione. La corda tradizionale è fatta di fibre lunghe ciascuna da pochi centimetri a un metro circa: steli e foglie di piante, corteccia interna, tendini o peli di animali. A tenerle insieme è la torsione. Le corde sintetiche moderne possono usare filamenti continui, e molte sono intrecciate anziché ritorte.

La corda sottile si chiama cordicella, spago o filo. La corda lega carichi, traina barche e pietre, tende reti e trappole e arma le navi a vela.

Come funziona

Una fibra da sola è debole e corta. Quando se ne ritorcono molte insieme, la torsione le preme l’una contro l’altra e l’attrito impedisce che scivolino via. Tirando il filo, questo si stringe e preme di più: più è caricato, meglio tiene.

Due mani ritorcono fibre vegetali in una cordicella a due capi con l’avvolgimento inverso Avvolgimento inverso: ogni ciocca si ritorce in un senso e poi si avvolge sull’altra nel senso opposto.

Un filo ritorto da solo tende a svolgersi. La soluzione è ritorcerlo di nuovo nel senso opposto. Le fibre si filano in un senso per fare il filo; più fili si ritorcono nel senso contrario per formare un legnolo; tre legnoli si commettono di nuovo nel primo senso per formare il cavo. La torsione residua di ogni stadio tira in senso opposto a quella dello stadio che contiene: le forze si bilanciano e la corda mantiene la forma. Il cavo a tre legnoli costruito così si chiama cavo piano.

La stessa regola vale alla scala più piccola. Nell’avvolgimento inverso, un semplice metodo a mano, due ciocche di fibra vengono ritorte ciascuna in un senso e poi avvolte l’una sull’altra nel senso opposto: ne esce una cordicella a due capi che non si disfa. Una corda lunga si fa allo stesso modo, in grande: una manovella ritorce i legnoli e un blocco di legno scanalato, la pigna, li tiene separati finché si commettono dietro di essa.

Come fabbricarla

Le buone fibre da corda sono lunghe e robuste: ortica, lino, canapa, corteccia interna di tiglio o di salice, foglie di tifa, oppure spago di cotone o di canapa comprato per esercitarsi.

Preparare la fibra. Tagliare steli d’ortica a fine estate, con i guanti. Schiacciarli, aprirli, togliere il midollo legnoso e staccare la pelle esterna con le sue fibre. Lasciarle seccare, poi inumidirle leggermente prima dell’uso. La corteccia di tiglio deve restare in acqua per diverse settimane prima che gli strati fibrosi si separino.

Fare una cordicella a mano. Prendere una ciocca e piegarla poco lontano dalla metà, così che i due capi abbiano lunghezze diverse. Stringere la piega. Ritorcere la ciocca superiore allontanandola da sé, poi portarla sopra quella inferiore verso di sé. Ripetere spostando la presa. Quando una ciocca si esaurisce, accostarle un nuovo ciuffo di fibre e ritorcerlo insieme; i capi sfalsati evitano che due giunte cadano nello stesso punto.

Allestire una corderia. Per una corda più grossa, fissare un telaio con tre ganci che una manovella fa girare insieme. Tendere tre tratti uguali di cordicella o di filo da quei ganci fino a un unico gancio girevole montato su una slitta zavorrata, all’altra estremità. Bloccare per ora il girevole con un perno e mettere la pigna tra i legnoli proprio accanto alla slitta, un legnolo in ogni scanalatura.

Ritorcere e commettere. Girare la manovella nel senso che stringe la torsione già presente nel filo, finché ogni legnolo è duro e si attorciglia appena lo si allenta. Togliere allora il perno perché il gancio girevole possa ruotare. Continuare a girare mentre un aiutante porta lentamente la pigna verso il telaio: dietro di essa i legnoli si commettono da soli nel senso opposto, e la slitta avanza man mano che la corda si accorcia.

Rifinire i capi. Legare stretto ogni estremità con spago sottile, una legatura, prima di tagliarla, altrimenti i legnoli si scommettono.

Sicurezza. Una corda sotto carico accumula energia; se si spezza, i capi tornano indietro con violenza, quindi non stare mai sulla linea di una corda in tensione. Non usare corde fatte in casa per arrampicare, per sollevare persone o per carichi sopra la testa di qualcuno. Anche la manovella accumula torsione: tenerla quando ci si ferma, altrimenti gira all’indietro. Usare guanti per le ortiche e quando la corda scorre tra le mani.

Storia ed evoluzione

Una striscia d’avorio di mammut con quattro fori attraversati da fibre vegetali ritorte in cordicella L’attrezzo in avorio di Hohle Fels, ricostruito: le fibre fatte passare nei quattro fori vengono ritorte in corda.

La più antica prova diretta di una cordicella viene dall’Abri du Maras, un riparo sotto roccia dell’Ardèche, in Francia. Nel 2020 i ricercatori hanno descritto un frammento di circa 6 mm attaccato a uno strumento di pietra, fatto di tre ciocche di fibre di corteccia interna, probabilmente di conifera, ritorte e poi unite tra loro. Ha tra 41.000 e 52.000 anni ed è opera dei Neanderthal, che quindi sapevano ritorcere in due sensi opposti.

Nella grotta di Hohle Fels, nella Germania sud-occidentale, gli scavatori hanno recuperato una striscia d’avorio di mammut lunga circa 20 cm, con quattro fori circondati da solchi a spirale, datata a 35.000-40.000 anni fa. Nel 2024 Nicholas Conard e Veerle Rots lo hanno interpretato come un probabile attrezzo da cordaio: nelle scanalature restavano fibre vegetali, e un bastone simile della vicina grotta di Geißenklösterle ha solchi consumati come dal passaggio di fibre. Con repliche, squadre di quattro o cinque persone hanno prodotto circa 5 metri di corda robusta in 10 minuti; le foglie di tifa davano ottimi risultati.

Tre nodi in un cavo a tre legnoli: una gassa d’amante, un nodo parlato attorno a un palo e un nodo piano La gassa d’amante forma un occhio fisso, il nodo parlato lega a un palo, il nodo piano stringe un fascio; non va usato per unire due corde sotto carico.

Le società agricole produssero corde su scala molto più ampia. Gli Egizi facevano corde di giunco, papiro, fibra di palma e lino, e squadre che tiravano funi spostavano le pietre dei monumenti. A Wadi Gawasis, un porto faraonico sul Mar Rosso, gli archeologi hanno trovato rotoli di cavi navali, accuratamente annodati e riposti in grotte scavate per le spedizioni verso il paese di Punt.

In Europa, dal Medioevo all’Ottocento, le marine a vela producevano i loro cavi nelle corderie, edifici abbastanza lunghi da commettere una corda intera in un solo pezzo. La corderia dell’arsenale di Chatham, in Inghilterra, è lunga quasi 350 metri, e lì si fanno corde da più di 400 anni. La corda di nylon comparve durante la Seconda guerra mondiale, e dagli anni Cinquanta le fibre sintetiche presero il posto della canapa e dell’abacà nella maggior parte degli usi.


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